recensione di "il bosco senza tempo" di Stefano Carnicelli

29 Mag 2013 - 15:39:39

trama:

La storia di Riccardo il quale, dopo una tragica perdita, riscopre i paesaggi e le esperienze del suo passato, rinascendo così a nuova vita.


recensione:

Come era già avvenuto con "il cielo capovolto", anche in questo romanzo l'autore delinea una particolare propensione e capacità nel raccontare storie dolorose e tragiche ma nello stesso tempo ricche di speranza e di alto contenuto morale.

La vicenda raccontata ne "il bosco senza tempo", partendo da una causa scatenante, porta il protagonista ad una profonda analisi di se stesso e ad un'accurata riscoperta del suo passato: questo succede tornando nei luoghi della sua infanzia e a tal guisa, mi sento di fare un mio personale complimento all'autore per questa scelta.

Ve ne spiego il motivo.

Per chi si sposta dal proprio luogo di nascita, il rientro è sempre da considerarsi di doppia valenza: da un lato troviamo la violenza dei ricordi che riaffiorano; dall'altro la gioia del riavere per le mani le cose di un tempo. Questo accade specie modo se ci troviamo ad avere a che fare con un piccolo paese di quelli dove tutto si muove con maggiore lentezza e dove molte cose rimangono com'erano.

In questo contesto, Riccardo, il protagonista, ritrovatosi a passeggiare nel bosco che è stato caro luogo della sua infanzia, si trova a veder intrecciata la sua tragica esperienza con altre dolorose vicende che spuntano dal suo passato e da quello del suo borgo natio.

Scopriamo così un susseguirsi di personaggi le cui vicissitudini vengono narrate con grande precisione: Giulia e Massimo, la cui particolare storia sentimentale è segnata dalle norme della vita del meridione di un tempo; Pluto ed il suo nascondersi per la paura di affrontare il suo Io più intimo; le strazianti vicende così crude e reali del terremoto de l'Aquila; Carmen ed il suo riscatto da una scelta di vita errata.

Attraverso questi racconti, anche Riccardo affronterà un lungo periodo di trasformazione a volte sereno, a volte più nero.

L'autore in questo modo riesce a portare alla luce particolari celati dell'animo umano e lo fa in una maniera estremamente precisa e commovente.

Questo bosco, che io definirei paterno, diventa fulcro di rinascita; momento di riflessione.

Mi sento di ringraziare l'autore per la profondità di queste pagine e per il senso vero e pulito che ricaviamo dalla lettura del libro, della vita che va avanti nonostante tutto: di quell'idea che va radicandosi di pagina in pagina che, nonostante a volte si proceda a tentoni, si arriva sempre e comunque alla meta.

E rimane il fatto che alla fine mi commuovo sempre.

Da leggere e consigliare.


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